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Reflective Report – to be marked

By Aug.14, 2014

E’ così finisce l’anno all’estero; benvenuti al Reflective Report in cui Vi riassumo l’esprienza in Italia, i miei pensieri sugli obiettivi e poi Vi lascio sapere i miei pensieri sui risultati della ricerca culturale.

Innanzitutto volevo dire che in generale sono felice del soggiorno in Italia, non è stata la prima volta che ci sono stato, ma ho fatto cose diverse ed ho imparato di più come vivono gli italiani. Inoltre ho vissuto in una casa molta italiana in cui io e le mie coinquilline parlavamo delle cose quotidiane. Ovviamente non avrei mai creduto di poter essere ricoverato in ospedale, però è stata una storia diversa che potrò raccontare sempre.

Per quanto riguarda gli obiettivi che ho messo, come ho detto nell’ultimo blog, sono contento con quello che ho fatto, anche se la loro realizzazione avrebbe potuto essere migliore. Durante tutto quest’anno ho avuto problemi nel decidere cosa c’era da migliorare per gli obiettivi linguistici, professionali e personali. Ho preposto lo scopo linguistico perché pensavo che il mio lessico in italiano fosse il più debole delle lingue che parlo, eppure in realtà penso che sia il più forte e quindi dovevo scegliere qualcos’altro perché senza dubbio avrei imparato più vocabolario e frasi durante un soggiorno così.

Per gli obiettivi personali e professionali ho scelto di usare il tempo qui per migliorare la mia propria organizzazione perché l’Italia è conosciuta per la sua disorganizzazione e sono felice che sono riuscito ad imparare come posso gestire meglio il mio tempo. Però penso che io non abbia sfruttato al massimo l’ocassione che avevo qui perché ho sbagliato la scelta degli obiettivi, sebbene io non sia ancora sicuro di ciò che potevo fare. Nella vita professionale ognuno può imparare di più, ma siccome ho già fatto due lavori simili in Spagna e Germania non sapevo cosa potevo fare qui e onestamente quest’anno non ho trovato bene lo scopo personale, e l’ho trovato difficile perché ho già 26 anni, e chi sono non cambierà molto, ed i cambi possono essere realizzati ovunque, non solo durante l’anno all’estero.

Adesso arriviamo alla investigazione culturale che ho fatto sulla religione in Italia. Volevo approfondire questo argomento perché sono cresciuto laico quindi per me è strano vedere personne con credi forti e l’Italia ha la sede della Chiesa più grande nel mondo, la Chiesa Cattolica.

Per realizzare la ricerca, l’ho fatta online, ho fatto un’intervista con due donne, una cattolica praticante e l’altra con credi che non seguono una religione organizzata. Poi, visto che sono in Italia, ho scoperto cose anche per strada. Che ho scoperto, direte Voi?

Cominciamo con la Costituzione italiana che dichiara che “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.” 1 (Governo Italiano retrieved 21/07/2014)

E nella politica, secondo l’opinione di una a cui ho fatto l’intervista, i politici non vogliono pestare i piedi alla Chiesa perché questa ha una voce forte. Però anche se un 87,8% degli italiani è cattolico, solo un 36,8% è practicante e molti ritengono che la posizione della Chiesa non sia guista su diversi temi.3 (Corriere della Sera retrieved 27/07/2014)

Ci sono comunque certi gruppi che credono veramente nelle parole della Bibbia come legge e non accettano nessuna divisione. (vedete la foto allegataVedete la foto allegata)

Poi il numero dei credenti è in calo e c’è una gran differenza tra i giovanni e gli anziani, un 43% degli over 68 crede in Dio, mentre solo un 23% degli under 27 ci crede.2 (Uaar retrieved 22/07/2014) La Chiesa riconosce ciò e infatti ha portato avanti la sua propria ricerca sui giovanni e la loro fede. Vedete questo documento pubblicato a Milano.

Non c’è dubbio che la religione giochi un ruolo sia nella vita personale degli italiani sia nella politica. Questo si vede nelle abitudini di quelli che non sono praticanti ma seguono le tradizioni comunque. E nella politica si vede anche il potere della Chiesa, per esempio l’Italia è l’unico Paese europeo occidentale in cui non ci sono matrimoni o unioni civili, né gay, né etero, e nemmeno il riconoscimento di queste unioni.4 (Wikipedia retrieved 27/0/7214)

Ci sono però segni di cambiamento, il Papa attuale sta modificando la Chiesa. Certo ha bisogno di cambiare per mantenere un buon numero di credenti. Nonostante ciò, è certo che la Chiesa e la religione continueranno a giocare un ruolo importante nella cultura e tradizione italiana, per quanto tempo dipende dalla Chiesa e dal suo operato.

Purtroppo mi mancano le parole per dirVi di più, però sono felice di quello che ho scoperto. Si avessi più tempo e più parole mi piacerebbe ricercare altre religioni per paragonarle alla Chiesa Cattolica e registrare le opinioni di altre persone di diverse età.

Così finisce il Reflective Report e l’anno all’estero. E’ stato un piacere ed un’esperienza indimenticabile.

 

Reference list:

Per ascolatare l’intervista con due donne italine sulla religione  cliccate Religione In italia

1 http://www.governo.it/Governo/Costituzione/principi.html (Retrieved 21/07/2014)

2 http://www.uaar.it/news/2012/04/20/studio-internazionale-venti-anni-diminuita-fede-dio-specie-giovani/ ( Retrieved 22/07/2014)

3 http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/17/cattolici.shtml ( Retrieved 27/07/2014)

4 http://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_LGBT_in_Italia (Retrieved 27/07/2014)

 

 

– This work is my own

– If this is a group project, each student has contributed to the work in accordance with the set criteria

– The work of others used in its completion has been duly acknowledged

– Experimental or other investigative results have not been falsified

– I have read and understood the University Policy on the Conduct of Assessed Work (Academic Misconduct Procedure)*

 

 

 
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L’ultimo blog – to be marked

By Jul.28, 2014

Buongiorno e benvenuti all’ultimo blog prima del Reflective Report. In questo blog Vi racconto un sommario sul progresso che ho fatto durante le ultime settimane e Vi do una breve spiegazione sui miei pensieri di quel progresso, prima di espandere tutto nel Reflective Report.

Cominciamo con l’obietivo linguistico, e nelle ultime settimane ho continuato con quello che facevo per migliorare il mio lessico in italiano e penso che il tempo qui sia stato proficuo. Forse sarebbe stato meglio, se non avessi perso tempo in ospedale, comunque nel bilancio direi che quello che ho fatto è stato sufficiente per realizare i miei obiettivi.

Per quanto riguarda i prossimi scopi ho migliorato quello che facevo, cioè sono riuscito a gestire bene il mio tempo, sopratutto con il lavoro che c’è da fare a casa. (Vedete

Diary 2 queste le 3 foto dell’agenda per vedere un programma di lavoro nell’ufficio ed a casa) Ovviamente sarebbe stato meglio fare queste cose all’inizio ma potrei portare l’esperienza nel futuro.

Per la ricerca sulla religione in Italia ultimatamente ho organizzato degli intervisti con vari italiani religiosi e non relgiosi, ho fatto più ricerca sulle legislazione influenzata dalla religione e sono quasi contento con la ricerca, ma in realtà l’ho trovata dificile. Vi spiegerò di più nel Reflective Report, in cui vedrete i miei risultati!

Spero che Vi siate divertiti leggendo il blog, ci vediamo per il Reflective Report!

Ciao!

 
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Il terzo blog – to be marked

By Jul.16, 2014

Buongiorno e benvenuti al terzo blog! Vi racconto in questo post come va con tutti i miei obiettivi.

Senza dubbio lo scopo linguistico va bene. Ho imparato tante nuove parole, sinonimi e frasi, soprattutto quelli attenenti alla medicina ed al calcio dato che ero in ospedale e che i mondiali hanno luogo adesso. Inoltre sono riuscito ad imparare varie frasi colloquiali come “non me la dai a bere” che servono per  migliorare il mio lessico in italiano. Esempio d’una lista di vocabolario

Quando sono tornato in ufficio c’era un sacco di lavoro da fare quindi essere più organizzato era ancora più importante nella vita professionale e nella vita personale per non essere sovracaricato. Mi prefiggo di continuare con il miglioramento che ho fatto, benché abbia bisogno di addestrarmi più a motivarmi e di fare il lavoro che ho da fare a casa.

D’altra parte la ricerca che faccio non va così bene. Ho raccolto dei libretti e dei volantini sulla religione in Italia e ho fatto un po’ di ricerca su internet leggendo notizie e articoli sull’argomento, comunque in realtà ho bisogno di parlare con più italiani su questo tema.

Nel prossimo blog Vi aggiorno sul progresso prima di riassumere tutto nel reflective report.

Alla prossima!

 

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Il secondo blog – to be marked

By Jun.28, 2014

Benvenuti al secondo blog! Purtroppo non sono stato in grado di scrivere nelle ultime settimane dato che sono stato ricoverato in ospedale con appendecite e questo mi ha lasciato meno tempo per fare quello che volevo. In questo blog vi spiego come mi piacerebbe raggiungere i miei obiettivi che ho messo nell’ultimo blog.

Cominciamo con lo scopo linguistico; per raggiungerlo ho comprato un libretto per scrivervi tutte le nuove parole, le frasi ed i sinonimi che trovo quotidianamente. Poi usando l’app Quizlet le rivedrò tutte al meno una volta alla settimana.

Poi c’è l’obiettivo professionale e personale. Essere più organizzato è ancora più importante adesso visto che ho perso due settimane di lavoro con la malattia. Mettersi d’accordo con i colleghi ed usare un’agenda con proggetti fissi sono le cose più importanti che devo fare per essere più organizzato in questo momento, certo ho anche bisogno di motivarmi per fare quello che c’è da fare. Questo viene da me stesso per cui non può esistere un programma.

Infine vorrei ricercare l’effetto della religione sulla cultura italiana. Per questo ho bisogno di riflettere sulle esperienze personali, di parlare con italiani religiosi e non religiosi e di investigare l’argomento usando altre fonti tipo libri di sociologia e l’internet.

Grazie per essere tornati. Nel prossimo blog vi racconterò come va tutto!

 

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Il primo blog! – to be marked

By May.19, 2014

Benvenuti nel mio primo blog sulle mie esperienze qui in Italia. In questo blog Vi spiego gli obiettivi che vorrei raggiungere durante il mio soggiorno.

Cominciamo con lo scopo linguistico: io ho l’obiettivo di migliorare il mio lessico. Dato che studio l’italiano da un po’ più di 2 anni e mezzo c’è una mancanza di vocabolario e frasi comuni, sopratutto espressioni idiomatiche, quindi ho voglia di imparare nuovi sinonimi e modi di dire le stesse cose. Poi usando questo lessico nuovo sarò capace di esprimermi in italiano in una maniera più naturale e con più fluidità.

Lo sviluppo professionale si trova secondo nella lista di scopi ed in quest’area mi piacerebbe sviluppare la mia organizzazione. Siccome ho molto lavoro da fare a casa è importante che io sia organizzato ed anche fortemente motivato. Queste due cose hanno peso anche nello sviluppo personale, cioè prenderò due picconi con una fava. Sia nella vita professionale che personale l’organizzazione e la motivazione mi aiuteranno fare del mio meglio. 

Ultimo, ma non meno importante c’è la ricerca sulla cultura italiana. Ho alluso nella mia storia fotografica al ruolo che ha religione in Italia. Ricercherò come la religione tocca la cultura italiana, dalle leggi fino alle feste e tradizioni famigliari. Ho scelto questo argomento perché credo che per capire la cultura italiana devi imparare ciò che l’ha influenzata di più.

Alla prossima! 

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Benvenuti in Italia! – Photostory to be marked

By May.12, 2014

Ci siamo! L’ultimo blog del mio anno all’estero! Qui trovate la mia Photostory e nelle prossime settimane ci troverate il primo blog scritto.

Italy Photostory

(Dovete cliccare sul link per scaricare il video)

 

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Reflective Report – to be marked

By Apr.09, 2014

¡Buenos días a todos! Este es mi Reflective Report con el cual pongo fin a mi tiempo en Canarias.

Comienzo con mi objetivo lingüístico y como explique en el tercer blog, mi meta original fue algo difícil de lograr. Intente aprender varias maneras de hablar español, aunque en realidad es más fácil usar una y entender las demás. Eso es lo que me di cuenta así que en las últimas semanas consolidaba mi conocimiento de mi propio castellano. Mientras tanto, estudiaba diferencias solo para reconocerlas. Para resumir diría que aunque no tuve éxito en relación al objetivo principal, mi propio nivel y conocimiento del idioma ha mejorado durante mi estancia aquí. (Hagan clic aquí para ver un sitio con información sobre el dialecto canario y ejemplos del acento canario – Además se ve en las fotos otros ejemplos de la lengua y como se cambia)

En Canarias se dice guagua en vez de autobus

En Canarias se dice guagua en vez de autobus

En Venezuela descubrí nuevas palabras como jugo y carro que significan zumo y coche en el español de España

En Venezuela descubrí nuevas palabras como jugo y carro que significan zumo y coche en el español de España

Por otro lado mi meta profesional fue bastante fácil, es decir, rápidamente me sentí cómodo dando clases a varios niveles usando diferentes métodos de enseñanza. Descubrí que en los niveles básicos el alumnado preferiría tareas más sencillas y más divertidas mientras que con los alumnos de las clases más avanzadas podía darles información y ejercicios más pesados. Añado abajo DESPUES de este párrafo ejemplos de las tareas que hice y los niveles a LOS cuales corresponden.

Aquí los alumnos de básico 2 interpretan un escenario al centro de salud     Sinonimos     Inglés escrito para los alumnos del nivel avazando

En el último blog escribí que no creo que mis métodos para mejorar mi confianza en mí mismo fueran exitosos. Sin embargo durante la estancia aquí me sentía más cómodo en situaciones desconocidas. Eso es a causa del trabajo que realizaba. Las explicaciones de esto las coloqué en el blog anterior. En este sentido, conseguí lograr el objetivo, aunque debí DEBIA DE haber hecho más para tener éxito. En el futuro tengo que exponerme a  situaciones nuevas para seguir mejorando. Sin duda, toda la experiencia ha sido algo nuevo, nunca antes había vivido en España y nunca antes había trabajado en una escuela.

Esto pone fin a mis experiencias y metas durante el tiempo aquí en las islas. Ahora les cuento lo que descubrí durante mis investigaciones sobre la cultura de la siesta en España.

Hay que pensar en varias cosas antes de contestar a la pregunta ¿tiene sentido hoy en día la siesta? Antes de todo es necesario saber de dónde viene la siesta, luego tenemos que considerar si hay otras cosas que pueden afectar la misma y por último pero no menos importante están las opiniones de la gente en el país, sean residentes o turistas.

La siesta proviene de costumbres religiosas del siglo XI (i) (Don Quijote, 2014) y poco a poco se extendió al pueblo de los Reinos Cristianos y más tarde a los países que fueron conquistados por España durante la segunda mitad del último milenio. La mayoría de le gente cree que la siesta existe para huir del calor del mediodía, aunque por algunas partes como en el norte de España y unos países latinoamericanos no hace tanto calor como en las áreas del sur entonces ¿hay algo más que influye EN la siesta?

Por seguro en España sí, un poco después de la guerra civil Franco cambio el horario de España para acercarse más a la Alemania nazista (ii) (Ignacio Buqueras y Bach, El Mundo, 2014) y hoy en día sigue un debate sobre esta decisión. Unos creen que el país debe volver al Greenwich para cambiar el horario del trabajo que puede afectar la siesta. Un ejemplo de una de estas argumentaciones está aquí. Sin duda los horarios en España juegan un papel en este debate pero ¿Qué opina el pueblo español?

Parece que a los españoles todavía les gusta la idea de la siesta aunque admiten que no es tan popular como antes y el horario puede ser mejor. Creen que será poco a poco más parecido a él de Europa y que debe cambiar a Greenwich Mean Time. Eschuchen aquí la grabación de una entrevista.

Para resumir estas investigaciones es necesario decir que para cambiar la siesta u horario, debería cambiar más que un reloj, la siesta es probablemente la costumbre más popular en España. Como CON muchas cosas, existen ventajas y desventajas, quizás tenga sentido para los españoles pero seguro que seguirá enfadando a los turistas.

Para acabar este Reflective Report concluiría que estoy contento con mis investigaciones culturales, y la mayoría de la gente tiene una opinión, sea positiva o negativa sobre la siesta. Siento que utilice las fuentes disponibles lo mejor que pude, sin embargo habría sido mejor obtener otras opiniones de fuera de las Canarias y las de los turistas.

Muchas gracias por leer mi blog, ¡ha sido un placer! ¡Adiós!

i)     Don Quijote. Retrieved 07-04-2014 from http://www.donquijote.org/culture/spain/society/customs/siesta_es.asp

ii)    IGNACIO BUQUERAS Y BACH, El Mundo. Retrieved 07-04-2014 from http://www.elmundo.es/ciencia/2014/03/10/531d87a522601dbc6f8b456d.html

 

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El cuarto (y último blog) – to be marked

By Mar.30, 2014

Buenos días, para continuar con mi último blog, pondré en este AQUI mis pensamientos sobre mi objetivo personal y mis investigaciones culturales.

La meta personal, como explique en un blog anterior, es algo difícil para lograr y mis métodos planificados para conseguir los objetivos no fueron exitosos. Sin embargo me di cuenta DE que para dar clases tienes que tener nervios de acero , además esto fue algo completamente nuevo para mí pero poco a poco mientras iba dando clases la confianza en mí mismo subió. Hay que hacer otras cosas también pero ahora mismo estoy contento con lo que me pasó.

En el “Reflective Report” les enseño a ustedes más información sobre las investigaciones al tema de “siesta”. Aquí hablo solo de las actividades hechas para resumir la cuestión que puse al principio (no entiendo exactamente lo que quieres decir con esto). Durante mi estancia entrevisté y grabé A unos españoles, de Canarias y DE la península, opinando sobre la siesta. Además busqué información en internet, en librerías y en bibliotecas.  Estoy más o menos contento con la información que tengo y en el “Reflective Report” podré acercarme más a la respuesta de mi pregunta.

¡Hasta ahora y la publicación del Reflective Report!

 

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El tercer blog – to be marked

By Mar.17, 2014

¡Buenos días a todos! En este blog les hablare de mis experiencias mientras intentaba lograr mis dos primeros objetivos.

Para entender más sobre las diferencias entre los tipos de español he buscado mucha información en internet y visto las diferencias en mis viajes por  España y América Latina. Además quería comprarme un libro sobre este tema pero desafortunadamente no hay muchos libros justos ADECUADOS, aunque por lo menos hay un montón de información en línea. En realidad mi objetivo original de ser capaz de cambiar mi español es un poquito difícil. Me di cuenta durante mis viajes DE que hay demasiadas maneras de hablar la lengua y mientras tanto sería mejor aprender un tipo de español y tener un conocimiento general de las diferentes variaciones. En este sitio (hagan clic) se puedeN ver unas palabras y maneras de hablar el español que uso ahora, el “canario”.

Mi meta de desarrollo profesional por otro lado va muy bien, estoy dando clases solito a niveles diferentes y puedo usar varios métodos para enseñar el alumnado. Entiendo ahora las necesidades de todas las clases y como puedo cambiar mi estilo para obtener el máximo rendimiento de los alumnos. En la escuela usamos el marco común europeo, información sobre los diferentes niveles DEL CUAL  pueden ver SE VEN en la tabla.Marco común europeo de las lenguas

EsteO es todo por hoy, en el próximo blog escribiré sobre la meta del desarrollo personal y sobre mis investigaciones culturales. ¡Hasta luego!

 

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El segundo blog – to be marked

By Feb.16, 2014

Cómo muestra este mapa se habla español en más de viente países y todas las regiones tienen sus propios dialectos y maneras de hablarlo

Cómo muestra este mapa se habla EL español en más de viente países y todas las regiones tienen sus propios dialectos y maneras de hablarlo

En este blog definiré mis métodos para conseguir los objetivos que puse en el último blog.

Con referencia al objetivo lingüístico intentaré aprender más sobre las diferencias del español en varios países y regiones, usando fuentes de internet, libros y mi experiencia personal. El aprendizaje de este tema me ayudará a reconocer los diversos tipos de español para que yo pueda adaptar mi vocabulario, y hacerlo mas adecuado para los diversos tipos de audiencia hispana ya sea al hablarlo o al escribirlo.

Para la segunda meta me ayudan otros profesores en mi escuela preparando clases usando métodos ya establecidos a los cuales puedo añadir mis propias ideas. El objetivo final es que yo pueda dar clases solo, y que las mismas sean adecuadas para los diversos niveles.

Conseguir mi meta personal es algo más difícil, para lograr más confianza en mí mismo se necesita que me ponga en situaciones desconocidas, o que yo busque gente que pueda ayudarme a practicar en esas situaciones. Como explique en mi último blog, me gustaría estar SER más cómodo y seguro de mí mismo en situaciones desconocidas.

Las investigaciones culturales me exigen usar varias fuentes de información, ya sean libros de texto sobre la historia de estas costumbres españolas, el internet, y la más lógica; los españoles que veo cada día por las calles. Elegí este tema porque es algo muy raro para nosotros QUE SOMOS del norte de Europa y es una de las costumbres españolas más conocidas en el mundo.

Creo que estos métodos me ayudarán a conseguir mis objetivos, en el próximo blog les contaré cómo va todo y veremos si habré tenido éxito poniéndolos en marcha. ¡Hasta entonces!

 

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