Reflective Statement (Bari)

Quando ci penso, quando penso a tutto quello che mi accadde in Italia, mi sorprende veramente di aver fatto tanto progesso malgrado la quantità di tempo che passai a letto: in stanza ed anche in ospedale. Dà prova che si può imparare moltissimo da libri, dall’ascotare la gente e dal trovarsi nel paese di cui la lingua si studia.

Negare che Italia mi ha cambiato, sarebbe una bugia. Amo il caffè, la pizza e la pasta più che mai. Mi sento comodo parlare la lingua di Dante. Infatti, mi piace troppo, secondo me, perché mi sento più come me stesso. Forse sarà il mediterraneo che si nasconde dentro di me… Mi sento più sicuro di me, un obiettivo che avevo durante tutto quest’anno, tutto il mio soggiorno all’estero. Credo di averlo ormai realizzato.

Studiare da solo è come mi piace di più. Le notti in cui ero sveglio, imparavo tante cose nuove dai miei libri. Essere da solo mi ha ricordato quanto mi piace leggere storie per imparare delle lingue. A casa mia in Inghilterra non è sempre silenzioso, ma una grande differenza fu il traffico! Odiavo il suono delle macchine che passavano sulla strada vicina, e con i claxon che amano gli italiani! Dove abito sta quasi in campagna e non ne avevo l’abitudine, di sentire sempre il rumore di una città attiva. Fu per questo che riuscivo a leggere ed a concentrami la sera: niente macchine!

Quel libro che avevo comprato dall’edicola vicina alla stazione dei treni mi serve da quando pagai il 1€: è scritto in un modo semplice ma non troppo da essere per bambini, e non è scritto in un modo troppo difficile che io non possa capir il concetto. Però trovo ancora difficili da leggere i giornali ma credo che sia piuttosto a causa del mio disinteresse in politica (e come piace la politica agli italiani!).

Parlare con nuova gente mi è da sempre qualcosa che temo. Questa paura cresce quando devo communicare in un’altra lingua. Generalmente la maggior parte delle persone sono contenta di trovarsi ad affrontare un inglese che non obbliga che il suo interlocutore parli inglese, ma io, essendo nato e cresciuto intorno a tali inglesi, mi aspetto sempre che gli altri riagiscano così verso di me. Che stupida paura! Ed inoltre, irrealistica. Fare la conoscenza delle mie co-inquiline mi ha dimostrato che se ti sforzi di adattarti in un nuovo ambiente, questo gesto viene sempre apprezzato e ricambiato. La stessa cosa valeva per i miei pochi compagni di classe. Erano tutti contenti di parlare con me, anche se a volte mi sbagliassi.

Il Barese costituisce uno dei dialetti italiani più difficili e avevo accettato la sfida molto volentieri! C’era un libro che volevo comprare su questo dialetto ma alla fine non potevo. Forse sarà meglio così, per non distrarrmi in questi primi anni! Però in ospedale era quasi impossibile evitare. Molti mi aiutavano capire e forse ho imparato più di quanto ho capito. Col tempo si vedrà.

Nel corto tempo che avevo a disposizione, feci molto quando ci penso. Viaggiai per quasi tutta la regione e volevo andare anche a Firenze, ma quando venne il tempo ero in ospedale, quindi purtroppo non ci andai! Mangiai ASSAI! ASSAI! Studiai più del solito… sia francese sia italiano e studiando organizzavo meglio il mio tempo libero (quando ero sveglio, però!). Ho cresciuto, questo è vero, malgrado tutto il male (ma ci fu anche più momenti felici!). Alla fine non sarebbe quello il più importante?

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